Con il DL 159/2025 è stato introdotto un importante aggiornamento al D.Lgs. 81/08: le aziende devono prevedere specifiche misure di prevenzione contro violenze e molestie nei luoghi di lavoro e valutarne il rischio all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Si tratta di una novità che rafforza la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, richiedendo un’analisi dedicata di situazioni che fino a oggi venivano generalmente ricondotte ai rischi psicosociali.
Cosa prevede la nuova normativa
L’integrazione dell’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 81/08 introduce la necessità di programmare misure di prevenzione delle condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.
Di conseguenza, il DVR dovrà prendere in esame il rischio legato a episodi di:
- violenza fisica;
- violenza verbale;
- bullismo e mobbing;
- discriminazioni;
- molestie e violenza sessuale.
L’obiettivo è prevenire comportamenti che possono compromettere il benessere delle persone e incidere negativamente sull’organizzazione aziendale.
Perché è importante valutare questo rischio
Violenze e molestie possono avere origine da diversi fattori organizzativi, tra cui:
- ruoli e responsabilità poco definiti;
- rapporti conflittuali tra colleghi o superiori;
- carenze nella gestione delle risorse umane;
- ambienti di lavoro non adeguatamente progettati;
- assenza di procedure di segnalazione e monitoraggio.
Le conseguenze possono essere rilevanti sia per i lavoratori sia per l’azienda: aumento dello stress lavoro-correlato, burnout, calo della produttività, assenteismo, turnover, contenziosi e danni reputazionali.
Nei settori con contatto diretto con il pubblico, inoltre, il rischio può derivare anche da clienti, utenti, pazienti o fornitori.
Come viene effettuata la valutazione
CSL supporta le aziende attraverso un percorso di valutazione sviluppato insieme a uno psicologo del lavoro, articolato in due fasi.
1. Analisi preliminare
La prima fase consente di individuare eventuali criticità attraverso:
- analisi delle mansioni e dei gruppi omogenei;
- valutazione dell’organizzazione aziendale e dei rapporti gerarchici;
- raccolta degli eventi sentinella (segnalazioni, contenziosi, provvedimenti disciplinari);
- individuazione di eventuali fattori di vulnerabilità;
- redazione della relazione tecnica con i primi suggerimenti di miglioramento.
2. Valutazione approfondita
Se emergono elementi di rischio, si procede con un’analisi più dettagliata che comprende:
- valutazione dell’organizzazione e degli ambienti di lavoro;
- analisi degli indicatori aziendali oggettivi;
- questionari anonimi, interviste e focus group per rilevare il clima organizzativo;
- definizione del livello di rischio;
- individuazione delle misure di prevenzione e protezione.
Le misure di prevenzione
A seconda dei risultati della valutazione, possono essere adottati diversi interventi, tra cui:
- predisposizione o aggiornamento del Codice di Condotta;
- attivazione di canali di segnalazione riservati;
- definizione di procedure per la gestione delle segnalazioni;
- formazione di dirigenti, preposti e lavoratori sul rispetto reciproco e sulla prevenzione delle molestie;
- monitoraggio periodico del clima aziendale.
Perché aggiornare il DVR
L’adeguamento del Documento di Valutazione dei Rischi non rappresenta soltanto un obbligo normativo.
Valutare il rischio di violenze e molestie significa costruire un ambiente di lavoro più sicuro, inclusivo e rispettoso, riducendo i conflitti, migliorando il benessere organizzativo e rafforzando la cultura della prevenzione.
Affrontare tempestivamente questo nuovo adempimento consente inoltre di garantire la conformità alla normativa vigente e di dotarsi di strumenti efficaci per prevenire e gestire situazioni potenzialmente dannose per persone e organizzazione.
CSL supporta la tua azienda
CSL affianca le imprese nella valutazione del rischio di violenze e molestie attraverso un percorso tecnico-specialistico svolto in collaborazione con psicologi del lavoro qualificati.
Contattaci per verificare se il tuo DVR è già conforme alle nuove disposizioni normative e per pianificare l’aggiornamento della valutazione dei rischi.