Le cronache recenti hanno riportato sotto i riflettori un rischio spesso sottovalutato: la fulminazione. Dal punto di vista normativo, i rischi legati ai fulmini sono regolati dalla serie di norme CEI EN 62305:2006-04, che comprende gli aspetti di prevenzione e protezione. Tale rischio non riguarda solo ciò che accade nei luoghi e ambienti di lavoro, ma è importante sapere come gestirlo per ridurre al minimo il suo raggio d’azione. A differenza di quanto si possa pensare, il rischio fulminazione sul lavoro presenta un certo margine di gestione.

Rischio fulmini: quando si verifica?

I fulmini sono generati quando si verifica una differenza di energia potenziale all’interno del cumulonembo, cioè un tipo specifico di nube. I fulmini non sono tutti uguali e per questo non hanno tutti lo stesso livello di pericolosità: possono provocare danni diretti, se la scarica colpisce il corpo, o indiretti se il corpo viene colpito dalla corrente di ritorno dal terreno. I danni a loro possono essere di varia natura: si va da perdita di conoscenza temporanea o bruciature, fino alla morte.

Prevenzione e protezione dal rischio fulminazione

Episodi del genere purtroppo possono accadere sul lavoro o nella vita quotidiana, come riportano le cronache degli ultimi tempi, tuttavia trattando il rischio fulminazione per i lavoratori, esistono metodi di valutazione e misure di prevenzione e protezione normati. Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro (d.lgs. 81/08 e s.m.i, artt. 80 e 84) è fatto obbligo al datore di lavoro di provvedere affinché gli edifici, gli impianti, le strutture e le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini. A tal proposito viene redatto un DVR dedicato al rischio fulmini, predisponendo se necessario un impianto di protezione. I dispositivi di captazione in particolare hanno lo scopo di evitare che la scarica atmosferica giunga direttamente o indirettamente alle persone, compresi i lavoratori. Alcuni esempi sono i parafulmini, aste, fili e funi tese e conduttori a maglie, come le gabbie di Faraday.

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